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Con un euro
devoluto al FAI per il restauro di Villa dei Vescovi
sei Mecenate anche tu
<<Rassegna Stampa e il mistero delle
date. Cronache - Note Storiche - Pubblicazioni. Verità su Olcese, Giuliana e Villa
dei Vescovi>>
Newsletter 24 Marzo
2007 Il
Gonfalone di Torreglia
![]() La Villa dei Vescovi, un Monumento innalzato
su un terrapieno che domina i Colli Eeuganei, fatta erigere dal Cardinal Francesco Pisani nel XVI
secolo
in Luvigliano di Torreglia, primo bene del
Nordest Italia donato al FAI
Zumma e
ingrandisci l'immagine
*****
Newsletter 2004 - 2005 - 2006 -
2007 Libro del FAI, depliants, periodici, sito internet,
Newsletter del FAI: «Villa dei Vescovi donata al FAI da
Vittorio Olcese».
«Storia del FAI e donazione Olcese
Di prossima apertura sono infine Casa Necchi Campiglio, splendido monumento degli anni ’30 nel centro di Milano e destinata a diventare una casa-museo tra le più particolari in Europa, e Villa dei Vescovi, gioiello architettonico edificato nel ‘500 donato da Vittorio Olcese nel 2005 e primo bene del FAI in Veneto». *** Sabato 24 Marzo 2007 Sarebbe bello che da ciascun uovo di Pasqua dei miei lettori
venisse fuori una graditissima sorpresa. Un euro devoluto al
FAI per il restauro di Villa dei
Vescovi acquistata, poi restaurata anche con il contributo dell'Ente Ville
Venete e arredata assieme a Vittorio Olcese, mancato nel gennaio
1999, al tempo in cui la abitavamo con nostra figlia Carolina
rendendola un crocevia di cultura, di musica, di arte.
Da allora sono trascorsi tanti anni, eventi familiari ed economici si sono avvicendati nel mentre le strutture della Villa, monumento nazionale, si sono nuovamente deteriorate e la villa ha bisogno di ingenti restauri per essere salvata dall'attuale degrado e riaperta al pubblico come bene del FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano fondato nel 1975 e presieduto da Giulia Maria Mozzoni Crespi per la salvaguardia e la salvezza del beni artistici ed ambientali nazionali. Scrive l'Amministratore culturale: «Mecenate
con un euro. Aiutateci a restaurare e ad aprire al pubblico Villa dei
Vescovi a Luvigliano di Torreglia, Padova. Tutti, grazie ad un loro
gesto, possono essere mecenati, anche con un euro. Quello che conta è la
condivisione, la personale partecipazione alla realizzazione di uno
scopo».
Gentili lettori, con le note da me inoltrate anche alla stampa, ad amici e siti internet, spero che anche questa sia un'occasione in cui vorrete essere generosi in modo che da tantissime uova di Pasqua esca la bella sorpresa di un euro devoluto al FAI rendendo così ciascun donatore Mecenate con un euro. A quanti mi chiedono info sulle notizie che tra date, stampa, servizi regionali Tv del Veneto, documenti, depliants, libri del FAI, vecchie interviste, vecchi articoli e la mia Newsletter del 2 maggio 2006 *un Monumento FAI da te xTe*, appaiono contrastanti tra loro, rispondo con un messaggio unico: Come riscontrabile presso gli archivi delle Conservatorie di Padova e di Venezia, la Villa dei Vescovi fu acquistata in comproprietà pro indiviso - proprietà così denomunata a causa della indivisibilità materiale di un monumento d'arte - da Vittorio Olcese per una metà, per l'altra metà da Giuliana de Cesare in Olcese, dalla Curia di Padova, per 50 milioni di lire, con due contratti separati e distinti, due assegni di 25 milioni emessi da ciascun acquirente, due mutui separati e distinti erogati dell'Ente Ville Venete destinati ai restauri, due contributi a fondo perduto di 9 milioni di lire ciascuno per il restauro degli affreschi e, infine, con il reciproco impegno tra Vittorio e me, che un giorno la Villa divenisse Bene pubblico. «Donando la Villa dei Vescovi al FAI, abbiamo rispettato la volontà di papà» ha dichiarato alla stampa Pier Paolo Olcese nato dal secondo matrimonio di Vittorio. E' così che la Villa dei Vescovi, che all'epoca del nostro
acquisto era ridotta in totale rovina, fu salvata una prima volta rendendola al
suo antico splendore e riaprendola al pubblico ridivenendo così meta di studiosi
delle architetture, critici d'arte, musica d'epoca, di artisti, scultori,
scrittori.
Questa è una delle storie dei Monumenti
d'Arte salvati da privati, la storia delle identità e degli eventi entrati a
pieno titolo a far parte della Storia.
Non è omettendo o cancellando le opere umane, le
verità storiche, le storie personali che si cancella la Storia. La storia dei
Monumenti d'Arte, delle identità, la storia degli eventi entrati a pieno
titolo a far parte della Storia. Grazie di cuore per
l'attenzione
Giuliana D'Olcese www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm FAI *il Mecenate nell'Uovo* versando sul Conto corrente postale n° 11711207 - FAI Fondo per l'Ambiente Italiano Viale Coni Zugna, 5 - 20144 Milano Causale: Mecenate nell'uovo D'Olcese Restauro
Vescovi.
*** La Repubblica 20 ottobre
2006 pagina 41 sezione: CRONACA
Milano, il gran
galà del Fai salva la Villa dei Vescovi
«Quando la comprammo», racconta Giuliana D'Olcese che ne è stata proprietaria per ventuno anni, «era in rovina, non c'erano nemmeno i vetri». MILANO - Quattrocento commensali,
quaranta tavoli, 400.000 euro incassati solo per la partecipazione alla cena di
gala, tutti da devolvere al restauro della cinquecentesca Villa dei Vescovi di
Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova. Ieri sera, per una delle sue
iniziative di conservazione del patrimonio artistico, il Fai, Fondo per
l'ambiente italiano, ha scelto per una volta un' occasione mondana, di quelle
che a Milano un tempo aprivano, in autunno, la stagione dei ricevimenti.
Al restauro della Villa dei Vescovi sarà destinato anche il ricavato dell' asta battuta da Sotheby' s che si è tenuta ieri nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, sede del ricevimento. Uomini in smoking, signore in lungo, secondo il desiderio di un comitato promotore tutto al femminile, messo insieme dalla presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi. Ne fanno parte Silvia De Benedetti, che lo presiede, Stefania Alessandri, Natalia Aspesi, Elena Bazoli, Silvia Boeri, Laura Colnaghi, Emmanuelle De Benedetti, Lilli Gruber, Olivia Magnoni, Miuccia Prada, Giulia Puri e Sabina Ratti Profumo. Alla serata hanno dato la loro adesione,
fra gli altri, personaggi del mondo dell' economia come Giovanni Bazoli, Carlo
De Benedetti, Francesco Micheli, Alessandro Profumo e Carlo Puri Negri, della
moda come Patrizio Bertelli e Mariuccia Mandelli, della cultura come Inge
Feltrinelli, il giornalista Gad Lerner, l'architetto Gae Aulenti. Alcuni di loro
hanno donato dei ricordi personali da battere all'asta. Asta che ha visto il battitore di Sotheby' s coadiuvato da Fabio Fazio e
Luciana Littizzetto.
Un contributo è giunto dallo stesso
Comune di Milano, che ha messo a disposizione gratuitamente la Sala delle
Cariatidi. Villa dei Vescovi, costruita fra il 1535 e il 1542 per la Curia
padovana, è una delle più belle ville del Veneto. «Quando la comprammo»,
racconta Giuliana D'Olcese che ne è stata proprietaria per ventuno anni, «era in
rovina, non c'erano nemmeno i vetri». Restaurata, la Villa divenne
crocevia di artisti e intellettuali. Ora, nuovamente bisognosa di cure, tornerà
a rivivere grazie al Fondo per l'ambiente, che dal 2007 l'aprirà al pubblico.
*** La Repubblica Venerdì 20 Ottobre 2006 IL GRAN GALA' DEL FAI SALVA LA VILLA
DEI VESCOVI
Acquistata 21 anni fa da Giuliana D'Olcese, la villa è stata ceduta lo scorso anno al Fai L'evento. Il FAI Fondo italiano per l'ambiente è presieduto da Giulia Maria Mozzoni Crespi Quattrocento gli invitati. L'asta
battuta da Sotheby Milano, il gran galà del Fai salva la Villa
dei Vescovi
Quattrocento commensali, quaranta tavoli, 400.000 euro incassati solo per la partecipazione alla cena di gala, tutti da devolvere al restauro della cinquecentesca Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova. Ieri sera, per una delle sue iniziative di conservazione del patrimonio artistico, il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, ha scelto per una volta un'occasione mondana, di quelle che a Milano un tempo aprivano, in autunno, la stagione dei ricevimenti. Al restauro della Villa dei Vescovi sarà destinato anche il ricavato dell'asta battuta da Sotheby's che si è tenuta ieri nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, sede del ricevimento. Uomini in smoking, signore in lungo, secondo il desiderio di un comitato promotore tutto al femminile, messo insieme dalla presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi. Ne fanno parte Silvia De Benedetti, che lo presiede, Stefania Alessandri, Natalia Aspesi, Elena Bazoli, Silvia Boeri, Laura Colnaghi, Emmanuelle De Benedetti, Lilli Gruber, Olivia Magnoni, Miuccia Prada, Giulia Puri e Sabina Ratti Profumo. Alla serata hanno dato la loro adesione, fra gli altri, personaggi del mondo dell'economia come Giovanni Bazoli, Carlo De Benedetti, Francesco Micheli, Alessandro Profumo e Carlo Puri Negri, della moda come Patrizio Bertelli e Mariuccia Mandelli, della cultura come Inge Feltrinelli, il giornalista Gad Lerner, l'architetto Gae Aulenti. Alcuni di loro hanno donato dei ricordi personali da battere all'asta. Asta che ha visto il battitore di Sotheby's coadiuvato da Fabio
Fazio e Luciana Littizzetto.
Un contributo è giunto dallo stesso Comune di Milano, che ha
messo a disposizione gratuita mente la Sala delle Cariatidi. Villa dei Vescovi,
costruita fra il 1535 e il 1542 per la Curia padovana, è una delle più belle
ville del Veneto.
«Quando la comprammo», racconta Giuliana D'Olcese che ne è stata proprietaria per ventuno anni, «era in rovina, non c'erano nemmeno i vetri». Restaurata, la Villa divenne crocevia di artisti e intellettuali. Ora, ceduta al Fai da Maria Olcese Valoti e Pierpaolo Olcese, e nuovamente bisognosa di cure, tornerà a rivivere grazie al Fondo per l'ambiente, che dal 2007 l'aprirà al pubblico. Ad oggi il Fai ha 36 beni sotto la sua tutela e conta circa 70.000 aderenti. Villa dei Vescovi, costruita tra il1535 e il 1542, si trova a Luvigliano di Torreglia (Padova). Acquistata 21 anni fa
da Giuliana D'Olcese, la villa è stata ceduta lo scorso anno al
Fai. Una volta restaurata, dal
2007, verrà aperta al pubblico.
*** FAI, a Milano un
gran galà per salvare la Villa dei Vescovi
Monumento nazionale donato al FAI da Vittorio
Olcese
LBEROREPORTER - PADOVA -
OTTOBRE 2006
Racconta Giuliana D'Olcese - che ne è stata proprietaria e l'ha curata fino al momento in cui trasferendosi a Roma ha venduto la sua metà all'ex marito Vittorio Olcese - «Quando Vittorio ed io la comprammo in proprietà proindiviso, la Villa dei Vescovi era in completa rovina, non c'erano nemmeno i vetri, poi la restaurammo, la arredammo in un sontuoso 'minimum style' e l'American National Society of Interiors Decorators Foundation conferì a me e Vittorio il Primo Premio per l'anno 1968 per il miglior restuaro nel mondo ed il miglior arredo di un Monumento d'Arte. Trecento furono gli architetti, gli interiors decorators, i presidenti e i rappresentanti della Fondazione che dagli Stati Uniti arrivarono in Italia per visitare Villa dei Vescovi e premiarci ufficialmente a Venezia all'Accademia Querini Stampalia». «Uomini in smoking, - hanno scritto le pagine di La Repubblica - signore in lungo secondo il desiderio di un comitato promotore tutto al femminile messo insieme dalla presidente del FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi. Ne fanno parte Silvia De Benedetti, Stefania Alessandri, Natalia Aspesi, Elena Bazoli, Silvia Boeri, Laura Colnaghi, Emmanuelle De Benedetti, Lilli Gruber, Olivia Magnoni, Miuccia Prada, Giulia Puri e Sabina Ratti Profumo. Alla serata hanno dato la loro adesione, fra gli altri, personaggi del mondo dell'economia come Giovanni Bazoli, Carlo De Benedetti, Francesco Micheli, Alessandro Profumo e Carlo Puri Negri, della moda come Patrizio Bertelli e Mariuccia Mandelli, della cultura come Inge Feltrinelli, il giornalista Gad Lerner, l'architetto Gae Aulenti. Quattrocento commensali, quaranta tavoli, 400.000 euro incassati per la partecipazione alla cena di gala da devolvere al restauro della cinquecentesca Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia, in provincia di Padova. Al restauro della Villa dei Vescovi sarà destinato anche il ricavato dell'asta di Sotheby's che si è tenuta nella stessa serata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, sala che il Comune di Milano ha messo a disposizione del FAI gratuitamente. Villa dei Vescovi, disegnata e costruita fra il 1535 e il 1542 da Giovanni Maria Falconetto per il Vescovo di Padova Francesco Pisani, è una delle più belle ville del Veneto. «Quando la comprammo», racconta Giuliana D'Olcese che ne è stata proprietaria e l'ha curata per ventuno anni, «era in completa rovina, non c'erano nemmeno i vetri». Acquistata, restaurata e
splendidamente arredata da Vittorio e Giuliana, la Villa, -distante un'ora dalla
Biennale d'Arte di Venezia-, divenne crocevia di collezionisti, artisti,
galleristi, intellettuali nazionali ed internazionali come Peggy Guggenheim,
Francis Bacon, Alberto Giacometti, Otto Dix, Truman Capote, Luchino Visconti e
tantissimi altri. Ora, grazie al FAI che come i due ex proprietari la riaprirà
al pubblico, la Villa tornerà a rivivere come la vivevano Vittorio, Giuliana e
Carolina Olcese. ***Finesettimana, Ottobre 2006 http://www.finesettimana.it/villa.asp?id=00073 Villa dei Vescovi A pianta quadrata, fu costruita
per volontà del Nobil veneziano Alvise Cornaro, della famiglia di Caterina
Cornaro Regina di Cipro, che ne commissionò il progetto architettonico a
Giovanni Maria Falconetto ed al suo giovane apprendista di bottega Andrea
Palladio. Per l'occasione Falconetto e Palladio si recarono a Roma e, dopo aver
eseguito i rilievi architettonici delle maggiori antichità romane, progettarono
il «Palazzo dei Vescovi». Qualche
anno dopo è ad Andrea della Valle che fu commissionato il progetto delle
imponenti scalinate e terrazze che circondano l'intero complesso
monumentale, un mirabile esempio architettonico di stile rinascimentale
veneto, che si distingue dalle Ville Venete per il suggestivo gioco di
gradinate, terrazze, sottostanti fornici, un ninfeo e dal doppio ordine di
bellissime arcate intervallate da eleganti paraste su cui poggia un fregio
ornamentale del Vittoria ornato con metope, triglifi, bucrani e figure
mitologiche in stucco bianco che si stagliano sul magico color rosa delle
facciate in un magico effetto di luci ed ombre.
La barchessa, o rustico, ha un
lungo porticato ad archi comprendente uno dei tre portali timpanati che si
affacciano sul brolo recintato ed arricchito da tre portali monumentali ornati
con lo stemma della famiglia Pisani che immettono in una splendida area
all'italiana con un antico pozzo in marmo di Verona.
Il piano nobile e le splendide
logge sono interamente affrescate con decorazioni floreali e paesaggi, vigneti,
figure umane e scene mitologiche opera del pittore fiammingo Lambert Sustris,
metà del sec. XVI. Mentre il piano terra è caratterizzato dalle volte a
botte e a vela, dalle finestre dette «a bocca di lupo», e da splendide vasche da
bagno e lavabi in marmi colorati di Vicenza e Verona. Gioiello
architettonico edificato nel '500, la Villa
dei Vescovi donata al FAI da Vittorio Olcese, fu ceduta dal
Vescovo di Padova Monsignor Bordignon e acquistata e interamente restaurata da
Vittorio e Giuliana Olcese con il reciproco impegno che un giorno divenisse Bene
pubblico culturale e museografico. Il complesso monumentale è
recentemente divenuto «Bene del FAI» Fondo per l'Ambiente
Italiano.
Come si raggiunge: In auto: A13
Bologna-Padova, uscita Terme Euganee, direzione Abano Terme fino a Montegrotto
Terme, indicazioni per Torreglia.
***
LiberoReporter - n° 6 - Ottobre 2006 -
Attualità
Come salvare un Monumento d'Arte con il
5x100 devoluto al FAI
Un
Monumento FAI da te
La Villa dei Vescovi del Cardinal Francesco Pisani gioiello
architettonico del XVI secolo
raccontata da Giuliana D'Olcese. Storia
di un acquisto, di un restauro, di un amore
eterno
*****
La Villa dei Vescovi, gioiello architettonico edificato nel '500
e donata al FAI da Vittorio Olcese, imprenditore, amante
delle arti, collezionista, uomo politico e Sottosegretario al Consiglio dei
Ministri nei due Governi Spadolini, fu venduta dal Vescovo di Padova
Monsignor Bordignon e acquistata in comproprietà, e interamente restaurata con
il contributo dell'Ente Ville Venete, da Vittorio e Giuliana
Olcese con il reciproco impegno che un giorno divenisse Bene pubblico.
Vittorio affidò alla moglie Giuliana la supervisione dei lavori di
restauro durati due anni, la cura, la scelta degli arredi e degli
ornamenti e la regia scenografica della Villa.
Già negli anni in cui Vittorio e Giuliana vi soggiornavano
con la figlia Carolina la Villa era aperta al pubblico ed ospitava eventi
pubblici, concerti, rappresentazioni teatrali, convegni letterari e mostre.
La Villa era frequentata da critici d'arte come Roberto Longhi, David
Carret, Franco Russoli e Giuseppe Fiocco, artisti, commediografi e
scrittori come Truman Capote, Gianni Testori, Pierpaolo Pasolini, Guido Piovene
ed Elio Vittorini, architetti come Ignazio Gardella e Ludovico Caccia Dominioni,
scultori come Henry Moore e Alberto Giacometti, pittori come Andy Warhol, Renato
Guttuso e Francis Bacon, imprenditori ed editori come Giangiacomo Feltrinelli,
Valentino Bompiani, Alberto Mondadori, Carlo Caracciolo e Nino Cerruti, politici
italiani e stranieri, di destra e di sinistra da Sir Desmond e Lady Diana
Guinness ai repubblicani Ugo la Malfa e Giovanni Spadolini, da Gianni de
Michelis a Sir Oswald Mosley - leader delle "Camicie nere" inglesi fondatore e
capo della British Union of Fascists - con la leggendaria moglie, Lady Diana
Mitford Mosley, scrittrice, detta da Winston Churchill «Lady Dinamite» ed
editrice del Guinness of Records avendo sposato in prime nozze il miliardario
Brian Walter Guinness. Lady Diana era tanto amica e ammiratrice del Führer che
chiamò il suo bassotto «Svastica».
E inoltre sua sorella Lady Deborah con il marito duca di
Devonshire, «il Principe nero» Valerio Junio Borghese, già Comandante della X
Flottiglia MAS e passato alla storia come autore de «il golpe
dell'Immacolata», o «il golpe Borghese», Mario Capanna leader di Lotta Continua
e i «terroristi» Toni Negri e Nanni Sabbatini fino a registi come Luchino
Visconti, Beni Montresor e Nando Scarfiotti, attori come Monica Vitti, Marcello
Mastroianni, Claudia Mori e tante altre personalità che hanno segnato le
cronache e la storia degli ultimi decenni.
La Villa dei Vescovi, i cui frontoni poggiano su maestose mezze colonne ioniche, è immersa nel verde dei Colli Euganei e fu edificata nel 1527 come residenza estiva del Patrizio veneziano Cardinal Francesco Pisani Vescovo di Padova. A pianta quadrata, fu costruita per volontà del Nobil veneziano Alvise Cornaro, della medesima famigia di Caterina Cornaro Regina di Cipro, che ne commissionò il progetto architettonico a Giovanni Maria Falconetto ed al suo giovane apprendista di bottega Andrea Palladio. Per l'occasione Falconetto e Palladio si recarono a Roma e, dopo aver eseguito i rilievi architettonici delle maggiori antichità romane, progettarono il «Palazzo dei Vescovi» a «pianta di Vitruvio» con cortile interno a cielo aperto, colonnato, arcate e loggette perimetrali ed un pozzo centrale alimentato dalle sorgenti degli Euganei. Qualche anno dopo è ad Andrea della Valle che
fu commissionato il progetto delle imponenti scalinate e terrazze che circondano
l'intero complesso monumentale e che costituiscono un mirabile esempio
architettonico di stile rinascimentale veneto che si distingue dalle Ville
Venete per il suggestivo gioco di gradinate, terrazze, sottostanti fornici, un
ninfeo e da un doppio ordine di bellissime arcate intervallate da eleganti
paraste su cui poggia un fregio ornamentale del Vittoria ornato con metope,
triglifi, bucrani e figure mitologiche in stucco bianco che si stagliano
sul fondo rosa delle facciate in un magico effetto di luci ed ombre.
Fu nel Settecento che il cortile interno fu chiuso per
creare il tradizionale salone centrale veneziano e quattro nuove stanze.
La barchessa, o rustico, ha un lungo porticato ad ampi archi
comprendente uno dei tre portali timpanati che si affacciano sul brolo recintato
ed arricchito da tre portali monumentali ornati con lo stemma della famiglia
Pisani che immettono in una splendida area all'italiana con un
antico pozzo in mattoni di cotto e marmo di Verona.
Il piano nobile e le splendide logge sono interamente
affrescate con decorazioni floreali e paesaggi, vigneti, figure umane e scene
mitologiche opera del pittore fiammingo Lambert Sustris - metà
del sec. XVI - mentre il piano terra, ove si avverte la pianta originale a
«pianta di Vitruvio», è caratterizzato dalle volte a botte e a vela, dalle
finestre palladiane dette «a bocca di lupo», dai resti dell'antico pozzo che era
posto al centro del cortile interno in marmo rosa di Verona e da splendide
vasche da bagno e lavabi in marmi colorati di Vicenza alimentati da getti
d'acqua zampillanti da antiche maschere cinquecentesche in terracotta a bocca di
leone. La Villa dei Vescovi, assai più che una villa veneta, ricorda le
architetture del Rinascimento Romano come il Palazzo di Caprarola, la Villa
Lante della Rovere a Bagnaia, entrambe in provincia di Viterbo, e il Palazzo
Farnese a Roma.
Il complesso monumentale della Villa dei Vescovi è recentemente
divenuto "Bene del FAI" Fondo per l'Ambiente Italiano e, in
attesa di nuovi indispensabili
restauri, le visite sono sospese. La riapertura è prevista entro
il 2007.
Invito e
proposta di Giuliana D'Olcese
La Villa dei Vescovi, il più grande
amore artistico della mia vita, è stata per me un'occasione unica di poter
riportare agli antichi splendori una grande opera d'arte.
Un Monumento italiano, e veneto,
da salvare e tramandare ai posteri. Per
non commettere errori filologici mi applicai giorno e notte allo
studio de «I quattro Libri delle Architetture» di Andrea Palladio.
Già l'acquisto della Villa fu una vera avventura. La Villa era bene
della Chiesa perciò non alienabile ma, Monsignor Bordignon, una delle tante
vittime di «Giuffrè il banchiere di Dio», avendo perso il
patrimonio investito con Giuffrè, patrimonio mai reso con gli interessi promessigli, fu costretto
a venderla.
Con quell'investimento la Curia di
Padova sperava di donare alla città l'asilo per bambini
minorati.
E potrei raccontare delle mie visite
in Vaticano per ottenere con l'aiuto di Novello Papafava, cugino di Giulio
Sacchetti Cameriere segreto del Papa, «il rilascio» e l'uso della Villa.
Bordignon l'aveva venduta senza l'autorizzazione del Vaticano
che ci negava il benestare per entrarne in
possesso.
Da quando la Villa fu edificata come
residenza estiva del Vescovo di Padova Cardinal Francesco Pisani, sono stata la
prima donna ad abitarla facendone un vero capolavoro di atmosfere e di
regia tanto che l'Associazione degli architetti e degli interiors decorators USA
mi assegnò il premio annuale per il miglior restauro nel
mondo
consegnatomi all'Accademia Querini Stampalia, Venezia, con una
suggestiva cerimonia.
Tra architetti e interior decorators, vennero in Italia in trecentocinquanta con due aerei speciali e organizzarono una lunga sfilata di gondole con musici, serenate, corolle di fiori, cartelli del premio, il nome della Villa e i nomi di Vittorio Olcese e mio. Non si può immaginare quale avventura meravigliosa furono per me i restauri della Villa. Del magnifico edificio ricordo e
conosco e ricordo ciascuna pietra, mattone, ogni tubo, ogni segreto. Tra
muratori, idraulici, stuccatori, affrescatori, falegnami, maestri vetrai,
maestri del marmo e intagliatori della pietra, vi lavorarono
60 operai al giorno per due anni. Ed io
sempre la' con loro.
E, quando i restauri furono ultimati, reinventai la «Vita in Villa» come la aveva magnificata e immortalata il Ruzzante grande amico e maestro di vita di Alvise Cornaro. Scrive il Vasari: «Se vuoi vivere da Principe, vieni nel Palazzo dei Vescovi a Luvigliano». Dalla Villa dei Vescovi passavano tutti. Giulia Maria Crespi, ora Presidente del FAI, fu nostra ospite e se ne innamorò. Una delle mie grandi gioie è stata il fatto che d'ora in avanti sia un'altra famiglia milanese a conservare ed a curare Villa dei Vescovi perchè, anche se è del FAI, moralmente la Villa è molto di Giulia Maria. E lei ha il grande merito di
averla salvaguardata rendendola al mondo come volemmo Vittorio ed io che,
quando la acquistammo, decidemmo di comune accordo che l'avremmo lasciata ad una
Fondazione o allo Stato perchè si conservasse per sempre.
Perchè il sogno, e non
solo quello di Villa dei Vescovi, continui, si può aderire al FAI al
progetto "un Monumento FAI da te xTe" e contribuire a
salvare il patrimonio artistico dell'Italia più bella senza dover rinunciare a
destinare l'8x1000 allo Stato o alle
Confessioni religiose. Il 5x1000, infatti, non sostituisce in
alcun modo l'8x1000.
Giuliana
D'Olcese quota rosa di
LiberoReporter
*** Newsletter
FAI 21 Marzo 2007
Villa dei Vescovi Luvigliano, Padova Donazione Vittorio Olcese, 2005 La villa Edificata tra il 1529 e il 1538 su un terrapieno dei Colli Euganei, l'imponente struttura spicca sul paesaggio rurale circostante. Più che una villa con concrete funzioni agricole, si distingue per l'impianto architettonico che riprende i modelli della romanità e che testimonia una perfetta armonia tra arte e natura, ribadita all'interno dall'ampio ciclo di affreschi, di matrice raffaellesca, eseguiti tra il 1542 e il 1543 da Lamberto Sustris. La riapertura della villa è prevista entro il 2007. *** Padova da La Repubblica 2 Marzo 2007 (m.p.g.) - Autore: Erbani, Francesco Città e
territorio - Il territorio sui
giornali La Villa, che si trova nei Colli Euganei, fu acquistata da
Vittorio Olcese nel 1962 e nel 2005 Maria Teresa e Pier Paolo Olcese l'hanno
donata al Fai. Ieri è stato illustrato il progetto di restauro curato da
Christian Campanella, mentre Domenico Luciani si occuperà del riordino
paesaggistico (la villa è su un'altura, circondata da vigneti, orti e frutteti).
Finiti i lavori, il Fai vuole che l'edificio diventi un "pensatoio", un luogo
dove andare a leggere, a prendere un tè, a meditare, un po' come è sempre stato
nella sua storia. Villa dei Vescovi fu costruita fra il 1529 e il 1538 da
Giovanni Maria Falconetto. Ispiratore fu il grande umanista Alvise Cornaro,
protettore di artisti e di filosofi, che qui ospitava, e cultore di agronomia.
Cornaro e Falconetto seguirono i modelli costruttivi dell'antica Roma. I
riferimenti più diretti furono Raffaello, Baldassarre Peruzzi e Giulio Romano,
che ha pure collaborato al bugnato che decora l'esterno.
Il vero capolavoro all'interno della villa sono gli affreschi di
Gualtiero Padovano e di Lamberto Sustris. L'eccellenza è raggiunta nella
riproduzione dei paesaggi euganei, che danno l'illusione di far scomparire le
pareti e di aprire gli ambienti della villa allo spettacolo della natura. Il
restauro di Villa dei Vescovi contrasta i segnali che vorrebbero i Colli
Euganei, ancora in buona parte integri, trasformati in qualcosa di simile alla
marmellata edilizia di altre aree del Veneto. Ad Arquà, di fronte alla casa in
cui morì Francesco Petrarca, uno sbancamento dovrebbe accogliere 20 mila metri
cubi di costruzioni.
La magistratura ha sequestrato il cantiere, ma ora si sente dire
che potrebbe riconsegnarlo agli immobiliaristi. Contro l'insediamento si è schierato persino il
presidente della Regione, Giancarlo Galan, che invece sostiene il progetto di un
ascensore che svuoterebbe il Colle della Rocca a Monselice con un buco largo 30
metri quadrati, dal quale sarebbero estratti e poi venduti 4.500 metri cubi di
trachite. Secondo Gianni Sandon,
del Comitato difesa dei Colli Euganei, l'ascensore serve solo a evitare
un'incantevole passeggiata verso la vetta di un colle alto 120 metri.
Novantamila metri cubi di edifici incombono invece sulle Valli Selvatiche, a
Battaglia Terme, un'area circondata da canali di bonifica del Cinquecento, e
compresa fra la Villa Selvatico, issata su una collina, e la Villa Emo,
costruita da Vincenzo Scamozzi.
Le minacce ai Colli Euganei giungono nonostante sia attivo un Parco regionale, accusato da molti di scarsa efficienza. Negli anni scorsi fu redatto da Roberto Gambino un rigoroso piano ambientale. Ma dal 2002 sono state approvate 138 varianti per nuove costruzioni. Da tempo è previsto un progetto per le Ville, ma di esso non si sa nulla. Proprio in questi giorni si è insediato il direttore del Parco, Nicola Modica, dopo due anni di vacatio. Ma, denuncia Sandon, nel suo curriculum figura soprattutto il lavoro svolto come poliziotto. Presentando il restauro, Giulia Maria Crespi ha denunciato il degrado del paesaggio veneto ed ha chiesto che le Soprintendenze, tutte non solo quelle venete, siano rimesse in grado di svolgere la tutela. Le ha risposto il sottosegretario ai Beni culturali Danielle Mazzonis. Il ministero, ha detto, vuole invertire la rotta degli ultimi cinque anni. "Sono pronti 32 milioni di euro, più altri 79 in tre anni per far fronte alle emergenze", dice Mazzonis, "verranno assunti 3 mila precari e stanno per partire i concorsi per 40 soprintendenti". Altro impegno del ministero, assicura il sottosegretario, è la riforma del Codice Urbani rendendo vincolante la partecipazione delle Soprintendenze alla pianificazione paesaggistica delle Regioni. Un modo per evitare che di casi Monticchiello o Mantova ci si accorga quando i cantieri sono già aperti. «Promettono ma non mantengono». Non è il giorno delle polemiche per Giulia Maria Mozzoni Crespi, indomita presidente del Fai Fondo per l'Ambiente Italiano. Siamo nella corte di Villa dei Vescovi, la rinascimentale dimora, terrazze, logge, barchessa e vigne che degradano nella natura dei Colli Euganei, edificata tra il 1535 e il 1542 per il vescovo di Padova, Francesco Pisani, come luogo di pace e contemplazione. Giulia Maria Crespi siede immersa nel verde e commenta con moderato sollievo la rinnovata fiducia al governo Prodi. Il premier? «Per ora non ha dimostrato particolare attenzione ai temi della difesa ambientale», ammette. Quanto al vicepresidente del Consiglio con delega ai Beni Culturali, Francesco Rutelli, bè, «con lui c'è dialogo». Anche se, sussurra, «le cose andavano meglio quando c'era Veltroni». Però, anche Rutelli deve capire: «L'Italia rischia di «svaccare». «Bisogna tutelare con più impegno la qualità, le nostre opere d'arte, i monumenti, il paesaggio e anche il cibo. Il vicepremier deve mettersi in testa che i sovrintendenti sono i veri guardiani dei nostri straordinari beni. In questi anni le sovrintendenze sono state svilite, hanno perso considerazione. Incontro di continuo sovrintendenti che non hanno funzionari né soldi per pagare la benzina o la carta. Certo, come in tutti gli ambienti, ci sono gli incapaci. Ma molti di loro lavorano bene pur avendo stipendi minimi, sono dei veri eroi». A questo punto, azzardo: signora Crespi cosa pensa del contratto da un milione di euro, tutti soldi di un'azienda pubblica, offerto a Michelle Hunziker? Lei sgrana gli occhi: «Hunziker? Ma chi è?». Altra idea del successo e dei soldi, altro mondo. «Molti spendono dei patrimoni per mantenersi una barca, io ho voluto salvare una Villa Veneta», amava dire a sua moglie Maria Teresa Valoti l'imprenditore Vittorio Olcese. Nel 1962 aveva comprato dalla Curia di Padova e poi restaurato Villa dei Vescovi, la magnifica residenza capolavoro del pittore-architetto, Giovanni Maria Falconetto, diventata grazie al curatore dell'opera, Alvise Cornaro, uno dei più raffinati circoli umanisti del Rinascimento veneto.
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PADOVA Restauro del Fai a Villa dei Vescovi PADOVA - Donata al Fondo per l'ambiente italiano da Maria Teresa Olcese Valoti e Pier Paolo Olcese, la veneta Villa dei Vescovi di Luvigliano di Torreglia sarà restaurata. La villa sarà aperta nel 2008. Il recupero costerà 4 milioni di euro. Pagina 20 (2
marzo 2007) - Corriere della Sera
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IN AIUTO DI VILLA DEI VESCOVI
Cronaca Il Gazzettino PD sabato 21 ottobre
2006 Cena e asta del Fai a Milano: arrivano 300 mila
eurodi Eleonora Bujatti
MILANO. Le opere d'arte sono di tutti, e chi le detiene ne è soltanto il
custode. Questo concetto di arte condivisa è la filosofia che guida il FAI nel
suo percorso di recupero di beni culturali, ma èanche lo spirito con cui lo
scorso anno Maria e Pierpaolo Olcese hanno donato al Fondo per l'Ambiente
Italiano la Villa dei Vescovi di Luvigliano, sui Colli Euganei. Quando negli
anni Settanta, dopo essere stata per 400 anni di proprietà dei Vescovi di
Padova, la villa viene acquistata dalla famiglia lombarda degli Olcese, non ha
nemmeno i vetri alle finestre. Viene ristrutturata al meglio, per cercare di
recuperarne l'antica bellezza. Oggi però i grandi portali, le fontane, le
scalinate, i loggiati interni ed anche gli affreschi raffaelleschi che ne
decorano gran parte dei saloni stanno pericolosamente decadendo, e hanno bisogno
di un restauro più profondo. E molto costoso. Così, per raccogliere i fondi
necessari, il FAI ha organizzato l'altra sera a Milano una cena di gala(500 euro
a persona) con un'asta battuta da Sotheby's. "E' stata una festa in onore di
Vittorio Olcese, il padre di Pierpaolo", spiega Marco Magnifico, amministratore
delegato culturale del FAI, "e si è rivelata anche una bella occasione di
riscoperta d'identità della grande società borghese". Quaranta tavoli e
quattrocento commensali per un ricevimento in grande stile, tra smoking e abiti
lunghi, tenutosi nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.
"La sala ci è stata concessa gratuitamente grazie a Vittorio Sgarbi" tiene
a sottolineare Magnifico. "Onore al suo merito; i suoi funzionari volevano farci
pagare un affitto di 19.000 euro, dicendo che la cena veniva organizzata per una
villa sita in Veneto e non in Lombardia". Una strana declinazione del
federalismo applicato al patrimonio artistico italiano. Alla cena, come si dice,
c'erano tutti - e chi non c'era ha dato comunque la sua adesione. All'asta,
battuta, oltre che da Sotheby's, anche dalla coppia Fabio Fazio-Luciana
Littizzetto, trenta oggetti personali messi a disposizione da generosi donatori:
tra gli altri, un libro d'artista con sessanta incisioni di Minimo Paladino,
un'antica fibbia Fabergè di Silvia De Benedetti, un anello di Vannozza
Guicciardini, un abito da sera di Alberta Ferretti, un buono acquisto di 3.000
euro presso Miuccia Prada, un'auto Fiat e una settimana per due alle Barbados.
Il ricavato totale della serata ammonta a quasi 300.000 euro.
"I soldi verranno ovviamente investiti per il recupero della Villa",
assicura Magnifico, "così che nel 2008 possa essere aperta al pubblico, secondo
quello che Pierpaolo Olcese ha dichiarato essere il desiderio di papà Vittorio".
Villa dei Vescovi è la prima villa veneta affidata al FAI. "Siamo molto contenti
di poter restaurare e aprire alle visite un prototipo così importante e
significativo di villa prepalladiana, così bella e meravigliosamente inserita
nel dolce paesaggio dei colli. Ci auguriamo che presto anche qualche veneto
decida di seguire le orme degli Olcese".
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d'Astico - Val
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